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MARTA BONADONNA
CON QUALI MODALITA'

TERAPIA INDIVIDUALE
La terapia individuale inizia con la consultazione, generalmente articolata in 2 o 3 colloqui. È uno spazio dedicato alla conoscenza della situazione e alla comprensione delle difficoltà che hanno portato alla richiesta di aiuto. È un momento molto importante, che permette anche di valutare insieme l’opportunità e la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico.
In un’ottica sistemico-relazionale, le difficoltà e i sintomi vengono considerati all’interno del contesto delle relazioni in cui si manifestano. La vita di ciascuno è infatti il risultato di un intreccio complesso e unico di incontri, legami, esperienze e storie. Questa è una fase di ricognizione e di conoscenza reciproca.
Al termine della consultazione, la restituzione di quanto emerso permette di condividere una prima comprensione della situazione e, quando indicato, di definire il percorso terapeutico, concordandone modalità e obiettivi.
La durata del percorso non è mai definita a priori e, solitamente, la cadenza delle sedute è quindicinale, con una durata di 50 minuti/un’ora.
La terapia è proprio un percorso di ricerca e di comprensione: aiuta a dare significato a ciò che sta accadendo, a riconoscere i processi che alimentano e mantengono il disagio e a individuare nuove possibilità per affrontarlo. Attraverso la parola, l’ascolto e la condivisione, è possibile esplorare prospettive differenti e costruire strumenti per favorire il cambiamento e il benessere.
In un’ottica sistemico-relazionale, le difficoltà e i sintomi vengono considerati all’interno del contesto delle relazioni in cui si manifestano. La vita di ciascuno è infatti il risultato di un intreccio complesso e unico di incontri, legami, esperienze e storie. Questa è una fase di ricognizione e di conoscenza reciproca.
Al termine della consultazione, la restituzione di quanto emerso permette di condividere una prima comprensione della situazione e, quando indicato, di definire il percorso terapeutico, concordandone modalità e obiettivi.
La durata del percorso non è mai definita a priori e, solitamente, la cadenza delle sedute è quindicinale, con una durata di 50 minuti/un’ora.
La terapia è proprio un percorso di ricerca e di comprensione: aiuta a dare significato a ciò che sta accadendo, a riconoscere i processi che alimentano e mantengono il disagio e a individuare nuove possibilità per affrontarlo. Attraverso la parola, l’ascolto e la condivisione, è possibile esplorare prospettive differenti e costruire strumenti per favorire il cambiamento e il benessere.

TERAPIA FAMILIARE
La terapia familiare prende avvio da un primo contatto telefonico, durante il quale vengono illustrate le modalità di lavoro e viene raccolta la disponibilità dei familiari a partecipare alla fase iniziale di consultazione, generalmente articolata in 2 o 3 incontri.
La possibilità di ascoltare i diversi punti di vista e le emozioni delle persone coinvolte permette di comprendere come il disagio si inserisca nelle relazioni familiari, nelle modalità comunicative e nei cambiamenti che la famiglia sta attraversando.
La terapia familiare consente di cogliere le connessioni tra il disagio individuale e il funzionamento della famiglia nel suo insieme. Il sintomo o la difficoltà di una persona coinvolgono, infatti, in modi differenti, anche gli altri membri della famiglia.
Le dinamiche familiari diventano così non soltanto una chiave per comprendere ciò che sta accadendo, ma anche una possibile risorsa per affrontare e trasformare le difficoltà.
La fase di consultazione si conclude con la restituzione di quanto emerso e, quando indicato, con la proposta di un percorso terapeutico. Insieme vengono definite le modalità di lavoro – con tutta la famiglia, con alcuni membri o alternando gli incontri – oltre alla frequenza dei colloqui, ai tempi e agli obiettivi del percorso.
Gli incontri hanno solitamente la durata di un’ora e mezza.
La possibilità di ascoltare i diversi punti di vista e le emozioni delle persone coinvolte permette di comprendere come il disagio si inserisca nelle relazioni familiari, nelle modalità comunicative e nei cambiamenti che la famiglia sta attraversando.
La terapia familiare consente di cogliere le connessioni tra il disagio individuale e il funzionamento della famiglia nel suo insieme. Il sintomo o la difficoltà di una persona coinvolgono, infatti, in modi differenti, anche gli altri membri della famiglia.
Le dinamiche familiari diventano così non soltanto una chiave per comprendere ciò che sta accadendo, ma anche una possibile risorsa per affrontare e trasformare le difficoltà.
La fase di consultazione si conclude con la restituzione di quanto emerso e, quando indicato, con la proposta di un percorso terapeutico. Insieme vengono definite le modalità di lavoro – con tutta la famiglia, con alcuni membri o alternando gli incontri – oltre alla frequenza dei colloqui, ai tempi e agli obiettivi del percorso.
Gli incontri hanno solitamente la durata di un’ora e mezza.

VALUTAZIONE DIAGNOSTICA
Quando la richiesta riguarda un bambino o una bambina, indicativamente dai 18 mesi agli 11 anni, la fase di consultazione inizia con un incontro con i soli genitori. Questo permette di raccogliere le informazioni necessarie, comprendere la situazione e condividere le modalità del lavoro.
La valutazione può prevedere una seduta di gioco con tutta la famiglia e, quando indicato, l’utilizzo di strumenti e test diagnostici.
In un’ottica sistemico-relazionale, i sintomi e i comportamenti dei bambini vengono considerati anche come espressione di una difficoltà che coinvolge le relazioni familiari. Possono offrire indicazioni sul modo in cui i membri della famiglia si relazionano tra loro, affrontano le richieste della quotidianità e attraversano i cambiamenti legati alla crescita.
La rilettura di quanto osservato durante la seduta di gioco familiare e la definizione condivisa del problema concludono la consultazione e possono aprire la strada a un percorso terapeutico.
I genitori sono parte attiva del percorso. Con l’aiuto del terapeuta vengono accompagnati a osservare le dinamiche familiari, a comprendere i significati attribuiti ai comportamenti, a riconoscere le emozioni coinvolte e a esplorare modalità alternative per affrontare le difficoltà e costruire nuove possibilità di relazione.
La valutazione può prevedere una seduta di gioco con tutta la famiglia e, quando indicato, l’utilizzo di strumenti e test diagnostici.
In un’ottica sistemico-relazionale, i sintomi e i comportamenti dei bambini vengono considerati anche come espressione di una difficoltà che coinvolge le relazioni familiari. Possono offrire indicazioni sul modo in cui i membri della famiglia si relazionano tra loro, affrontano le richieste della quotidianità e attraversano i cambiamenti legati alla crescita.
La rilettura di quanto osservato durante la seduta di gioco familiare e la definizione condivisa del problema concludono la consultazione e possono aprire la strada a un percorso terapeutico.
I genitori sono parte attiva del percorso. Con l’aiuto del terapeuta vengono accompagnati a osservare le dinamiche familiari, a comprendere i significati attribuiti ai comportamenti, a riconoscere le emozioni coinvolte e a esplorare modalità alternative per affrontare le difficoltà e costruire nuove possibilità di relazione.

TERAPIA DI COPPIA
La terapia di coppia inizia con una fase di consultazione, generalmente articolata in 2 o 3 colloqui. È uno spazio dedicato alla conoscenza della situazione e delle difficoltà che hanno portato alla richiesta di aiuto, alla comprensione della qualità della relazione di coppia e alla valutazione condivisa della possibilità di intraprendere un percorso terapeutico, definendone gli obiettivi e le modalità.
La crisi della coppia è un’occasione per comprendere più a fondo la composizione della relazione: come è nata, come si è trasformata nel tempo e come ha affrontato gli eventi e i cambiamenti della vita.
L’arrivo di un figlio, gli impegni lavorativi, il rapporto con le rispettive famiglie di origine, le questioni educative, una malattia, un lutto o altri eventi significativi possono modificare gli equilibri della coppia e mettere alla prova modalità di relazione costruite nel tempo.
Non sempre la richiesta di aiuto nasce da entrambi i partner. Può arrivare anche da una sola persona, in seguito a un allontanamento, a una crisi o al desiderio di introdurre cambiamenti significativi nella relazione.
Il percorso permette di esplorare il disagio e le modalità comunicative della coppia, dando spazio anche ai significati che possono rimanere impliciti, poco chiari o ambigui nello scambio reciproco. L’obiettivo è favorire una maggiore comprensione della relazione e individuare nuove modalità per relazionarsi e comunicare, così da affrontare insieme le difficoltà e le sfide della vita in coppia.
La crisi della coppia è un’occasione per comprendere più a fondo la composizione della relazione: come è nata, come si è trasformata nel tempo e come ha affrontato gli eventi e i cambiamenti della vita.
L’arrivo di un figlio, gli impegni lavorativi, il rapporto con le rispettive famiglie di origine, le questioni educative, una malattia, un lutto o altri eventi significativi possono modificare gli equilibri della coppia e mettere alla prova modalità di relazione costruite nel tempo.
Non sempre la richiesta di aiuto nasce da entrambi i partner. Può arrivare anche da una sola persona, in seguito a un allontanamento, a una crisi o al desiderio di introdurre cambiamenti significativi nella relazione.
Il percorso permette di esplorare il disagio e le modalità comunicative della coppia, dando spazio anche ai significati che possono rimanere impliciti, poco chiari o ambigui nello scambio reciproco. L’obiettivo è favorire una maggiore comprensione della relazione e individuare nuove modalità per relazionarsi e comunicare, così da affrontare insieme le difficoltà e le sfide della vita in coppia.

MEDIAZIONE FAMILIARE
La mediazione familiare è un percorso rivolto alla riorganizzazione della vita familiare in vista o a seguito di una separazione o di un divorzio.
L’obiettivo è accompagnare i genitori nella ricerca di accordi che tengano conto dei bisogni di tutte le persone coinvolte nel cambiamento, con particolare attenzione ai figli, e favorire una nuova modalità di comunicazione e collaborazione nel ruolo genitoriale, al di là della conclusione della relazione di coppia.
Durante il percorso possono essere affrontate diverse questioni legate alla riorganizzazione della vita familiare: i tempi e le modalità di presenza con i figli, il cambiamento dell’abitazione, gli aspetti economici, l’eventuale presenza di nuovi compagni, le modalità con cui comunicare la separazione ai figli e la gestione delle ricorrenze e dei momenti significativi.
La mediazione familiare è un percorso breve, generalmente articolato in 8-10 incontri, che prevede la partecipazione di entrambi i genitori. :::
Una sola cosa la rimetterei in discussione: la frase “Questa è una fase di ricognizione e di conoscenza reciproca.” Mi piace molto come concetto, ma “ricognizione” è una parola un po’ particolare. Se è un termine che appartiene al tuo linguaggio professionale e che senti tuo, la terrei. Se invece vuoi parlare alla persona che arriva sul sito con un linguaggio più immediato, potremmo trovare una formulazione più calda.
L’obiettivo è accompagnare i genitori nella ricerca di accordi che tengano conto dei bisogni di tutte le persone coinvolte nel cambiamento, con particolare attenzione ai figli, e favorire una nuova modalità di comunicazione e collaborazione nel ruolo genitoriale, al di là della conclusione della relazione di coppia.
Durante il percorso possono essere affrontate diverse questioni legate alla riorganizzazione della vita familiare: i tempi e le modalità di presenza con i figli, il cambiamento dell’abitazione, gli aspetti economici, l’eventuale presenza di nuovi compagni, le modalità con cui comunicare la separazione ai figli e la gestione delle ricorrenze e dei momenti significativi.
La mediazione familiare è un percorso breve, generalmente articolato in 8-10 incontri, che prevede la partecipazione di entrambi i genitori. :::
Una sola cosa la rimetterei in discussione: la frase “Questa è una fase di ricognizione e di conoscenza reciproca.” Mi piace molto come concetto, ma “ricognizione” è una parola un po’ particolare. Se è un termine che appartiene al tuo linguaggio professionale e che senti tuo, la terrei. Se invece vuoi parlare alla persona che arriva sul sito con un linguaggio più immediato, potremmo trovare una formulazione più calda.
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